Anche se l'Italia ha permesso agli animalisti di distruggere il ceppo principale, in tutta Europa allevatori grandi e piccoli stanno salvando la linea di sangue che ha reso Giorgio Guberti famoso nel mondo. "E' una grande notizia per la cinofilia e per l'allevamento in generale - sostiene il Segretario Generale di FederFauna Massimiliano Filippi – spero di sbagliarmi, ma ormai penso che qui in Italia Guberti sara' condannato e i suoi cani dispersi assieme all'immenso patrimonio genetico che rappresentano. Sentire che in altri Paesi, dove gli animalisti non hanno lo strapotere che hanno da noi, c'e' gente che ha acquistato cani di Guberti e che proseguira' ad allevarli, mi conforta". Intanto a Ravenna, il processo che vede imputato per maltrattamento di animali il veterinario e allevatore gia' definito "il guru del pointer moderno" e gia' due volte scagionato da simili accuse, continua. Durante l'udienza del 17 novembre scorso era stato dato ampio spazio alle parole di Roberto Marchesini, il "veterinario nominato consulente dal Pubblico Ministero Barberini", poi rivelatosi nemmeno iscritto all'Ordine dei Veterinari ma in compenso gia' relatore a convegni di associazioni animaliste costituitesi parte civile nel procedimento e pertanto economicamente interessate alla condanna. Questi, in poche parole, pur avendo visto dal vivo una piccolissima parte dei cani, per di piu' presso le strutture degli animalisti dov'erano gia' da mesi, ha evidenziato nel loro comportamento fenomeni come "fobia post traumatica", "ipersensibilita'" e anche "fobia sociale" ed imputato cio' ai metodi di Guberti, anche se Guberti quegli animali non li aveva piu' visti dall'epoca del sequestro. Il 9 dicembre si e' tenuta un'altra udienza. In quest'ultima il veterinario della difesa ha sottolineato che i cuccioli morti a Occhiobello, tra il 18 e 19 gennaio, sono deceduti a causa di un virus intestinale "che ha periodo di incubazione di 4-6 giorni" ovvero "contratto nella nuova sistemazione" e non da Guberti, mentre un altro veterinario, quello che per conto del PM partecipo' alle autopsie sui cani che presentavano segni di sbranamento, ha chiarito che non e' possibile stabilire se "si sia trattato di sbranamento su carcasse o su animali vivi", punto fondamentale per corroborare l'ipotesi accusatoria relativa ad una selezione forzata fino alla morte. Tuttavia, il giorno dopo l'udienza, i giornali titolavano: "L'ultraselezione degli allevamenti del veterinario Guberti" e "I cani deboli morivano, solo le razze elette sopravvivevano". La prossima udienza sara' il 29 dicembre e verranno sentite altre testimonianze. Chissa' se nel nostro Paese gli animalisti riusciranno a consolidare un "nuovo iter" che gli consente di distruggere gli allevamenti. Possibile, ma per fortuna l'Europa ci da speranza: allevatori spagnoli, portoghesi, svedesi, finlandesi, greci e serbi non hanno comunque permesso a questi sedicenti "amanti degli animali" di estinguere la linea Del Vento! FederFauna e i pointer ringraziano...
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