Tensione alle stelle. FederFauna: se la politica vuole difendere gli animali, deve difendere il lavoro, non gli animalisti.
Solo pochi giorni fa le autorita' sanitarie avevano visitato l'allevamento di visoni di proprieta' di C.F.,sito a Villa del Conte (PD), ed avevano riscontrato la massima regolarita' e rispetto del benessere animale. Questo pero' evidentemente non basta agli animalisti che da anni tengono "sotto assedio" l'attivita'. Racconta C.M., figlio di C.F., che la sua famiglia continua a ricevere telefonate anonime con tanto di insulti e minacce, che piu' volte i suoi animali sono stati fatti scappare, spesso condannandoli a morte, e che circa un anno fa ignoti hanno addirittura appiccato un incendio alle strutture. "Stiamo lavorando nel terrore" spiega, e l'anziana madre e' disperata.
Probabilmente e' stata proprio la disperazione a spingere la donna ad imbracciare un vecchio fucile (C.M. fa presente: scarico, forse nemmeno funzionante e comunque regolarmente detenuto) e a mostrarlo dal poggiolo ad un gruppo di animalisti pesentatisi domenica davanti a casa sua a manifestare il proprio odio per gli allevatori (le foto sono finite su internet e su diverse testate locali).
Dal racconto di C.M. si apprende che quando il padre e' uscito a chiudere il cancello che era rimasto aperto, sia stato spinto da un attivista e sia caduto appoggiando un ginocchio a terra (la scena si vedrebbe anche in un filmato circolante sul web). In quel momento la moglie non ci avrebbe visto piu' e dal momento che i Carabinieri che aveva chiamato non erano ancora arrivati, mossa dalla disperazione avrebbe tentato in quel modo di spaventare ed allontanare gli animalisti.
Poco dopo, ma purtroppo prima dell'arrivo dei Carabinieri, gli animalisti se ne sono andati per recarsi piu' tardi presso un altro allevatore (L.F.) a Bastia di Rovolon (PD).
Anche li' tensione altissima: offese, provocazioni e insulti contro gli allevatori. E' volato anche qualche sasso e anche in questo caso, quando stavano per arrivare i Carabinieri, gli animalisti hanno tentato di dileguarsi. Questa volta pero' l'allevatore racconta di essere stato pronto di riflessi e di aver seguito gli animalisti con la sua auto fino a che i militari non hanno fermato i due veicoli ed identificato tutti. Ovviamente l'allevatore ha poi sporto denuncia.
La situazione per i Cittadini che lavorano con gli animali e per le loro famiglie, in particolare quelle degli allevatori di animali da pelliccia, ha raggiunto ormai un alto livello di criticita': sempre in Provincia di Padova, solo a fine gennaio, altri animalisti si erano introdotti presso l'allevamento di cincilla' di proprieta' P.F. a Campo San Martino, avevano danneggiato alcune strutture e rubato (sui comunicati animalisti c'era scritto "liberato") diversi animali. E fatti come quello avvenuto domenica a Villa del Conte dimostrano che la tensione sociale e' ormai alle stelle.
Secondo FederFauna quasi sicuramente non esiste una connessione diretta tra le singole persone o le organizzazioni che commettono reati e nemmeno con altre organizzazioni che si limitano alle attivita' di lobby a livello politico e istituzionale o di comunicazione, ma tutti possono essere visti come corresponsabili di una situazione che danneggia le persone ed anche gli animali.
E' ormai chiaro che l'allevamento, cosi' come altre attivita' economiche legate agli animali, garantiscano oltre all'economia e ai posti di lavoro, anche la sopravvivenza degli animali che vengono preservati dall'estinzione, nonche' il loro benessere visto che la qualita' di un animale dipende in gran parte dalla qualita' della vita che conduce.
Purtroppo invece, vi e' una parte del mondo politico, che non solo non degna della giusta considerazione quelle attivita', ma addirittura non condanna o addirittura si mostra vicina a manifestazioni che contribuiscono a fomentare la tensione e l'odio tra le persone.
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